
«Bambina in azzurro»
olio su tela, 30x40, 2023
collezione privata
Nel «Bambina in azzurro» di Rafael Beltramo ci troviamo di fronte a un’opera che al tempo stesso rimanda alle tradizioni classiche del ritratto europeo e si afferma come espressione pienamente contemporanea. Alla base della tela si coglie un gioco delicato e sottile di sfumature: i toni caldi dorato-brunastri della pelle si intrecciano con l’azzurro trasparente dell’abito, che riflette la luce come se la figura respirasse aria viva. Questo lavoro ci ricorda l’attenzione al dettaglio cromatico propria dei maestri del Rinascimento fiammingo, come Jan van Eyck, dove ogni variazione di colore diventava testimonianza della capacità osservativa dell’artista.
Eppure il ritratto di Beltramo è libero da ogni rigidità accademica: il sorriso della bambina, la leggerezza della posa e il semplice ma eloquente dettaglio del fiore tra i capelli creano una sensazione di spontaneità, affine a quella che incontriamo in Renoir. Non vi è qui la posa costruita per grandezza, bensì una freschezza vitale che permette allo spettatore di percepire un contatto diretto con l’interiorità del soggetto.
La modernità di quest’opera si esprime nel coraggioso accostamento tra lo sfondo vivace e la morbidezza della figura. Le superfici architettoniche retrostanti, realizzate in intensi toni di rosso, giallo e verde, scandiscono un ritmo e conferiscono alla composizione una forza decorativa attuale. Questa scelta dialoga con le ricerche dei modernisti del XX secolo, tesi a bilanciare figurazione e astrazione.
Così, «Bambina in azzurro» non è soltanto il ritratto di un modello specifico, ma una meditazione sulla stessa natura dell’arte ritrattistica. Qui la raffinatezza classica nel trattamento del colore si incontra con una visione moderna della forma, dando vita a un’opera in cui passato e presente si intrecciano in armonia.
