
“Mattina a Firenze”
olio su tela, 50x65 cm, 2024
In quest’opera l’artista trasmette un momento spirituale profondo: la preghiera “Shema Israel”, recitata nella tradizione ebraica ogni mattina e sera. La composizione è costruita per unire l’esperienza interiore della fede con la bellezza del mondo esterno che si apre oltre la finestra.
Al centro del dipinto vediamo un uomo con tallit e tefillin che pronuncia le parole sacre della preghiera. La sua mano destra copre gli occhi, gesto che simboleggia concentrazione totale e il rivolgersi all’unità di Dio. Accanto a lui, un bambino e una bambina ripetono lo stesso gesto: un dettaglio che sottolinea la continuità tra le generazioni e il modo in cui la tradizione e la fede vengono trasmesse in famiglia, dal padre ai figli. Nelle loro pose e nei loro volti si percepiscono sincerità e purezza, che uniscono tutti i presenti in un unico slancio spirituale.
Lo sfondo ha un significato particolare: oltre l’arco della finestra si apre la veduta di Firenze, città divenuta simbolo di arte, cultura e armonia. La maestosa cupola di Santa Maria del Fiore, i ponti sull’Arno e il cielo dorato e azzurro creano un’atmosfera di luce e freschezza mattutina. Questo paesaggio si fonde con la preghiera, mostrando come la vita spirituale sia indissolubilmente legata al mondo che ci circonda, al luogo in cui l’uomo vive e prega.
Sul tavolo, davanti ai protagonisti, si trovano i libri di preghiera aperti, una scatola per la zedakà e una candela accesa — simbolo di luce, bontà e calore spirituale. Tutti questi elementi completano l’immagine del rituale mattutino, in cui ogni dettaglio è carico di significato e rimanda al legame con la tradizione e con il Creatore.
Il quadro è dipinto con toni morbidi ma intensi: il bianco del tallit a righe nere contrasta con l’azzurro brillante del cielo e con i riflessi dorati delle nuvole. La scelta cromatica trasmette un senso di elevazione e allo stesso tempo di calore domestico.
“Mattina a Firenze” non è solo la rappresentazione di una preghiera, ma una riflessione sull’armonia tra lo spirituale e il terreno, sulla forza della tradizione e sulla sua continuità nella vita quotidiana. L’opera si rivolge allo spettatore con un messaggio chiaro: la fede e la famiglia sono valori eterni che illuminano il cammino e riempiono la vita di luce, ovunque ci troviamo — nel cuore di Gerusalemme o tra i paesaggi incantevoli della Toscana.
